L’amico vero è quello che chiama il 112
Quando un amico non risponde o respira male, non servono grandi discorsi: chiama il 112, segui l’operatore e conosci il naloxone.
L’amico vero lo riconosci in due momenti: quando c’è da dividere il conto della pizza e quando la situazione si mette male. Sul conto della pizza possiamo pure discutere. Sull’altro no.
Immagina una serata fra amici. Uno, a un certo punto, si accascia. Tu lo chiami. Niente. Gli dici «dai, alzati». Niente. Qualcuno propone: «Magari dorme». Ah, certo. Il famoso sonno durante il quale una persona non si riesce a svegliare e respira a malapena. Non è un sonnellino da domenica pomeriggio: è una possibile emergenza.
Primo: le cose importanti non sono complicate
Se qualcuno è incosciente, non risponde, respira molto lentamente, fa rumori insoliti mentre respira o ha le labbra bluastre, chiama immediatamente il 112. Sono segnali compatibili, fra le altre cose, con un’overdose da oppioidi. Anche se non sai esattamente che cosa abbia preso, non aspettare di ricostruire tutta la serata.
Di’ dove vi trovate e descrivi quello che vedi. Segui le istruzioni dell’operatore. Se la persona non respira normalmente, il soccorritore telefonico può guidarti nelle manovre di rianimazione. Se è incosciente ma respira normalmente, può indicarti come metterla in posizione laterale di sicurezza, quando appropriato, e monitorarla.
Non lasciarla sola. Non darle da bere se è incosciente. E non cercare di «farla riprendere» con schiaffi, docce fredde o rimedi inventati dal cugino che una volta ha visto una puntata di una serie sui medici.
Secondo: il naloxone non è magia. Ed è una bella notizia.
Il naloxone è un farmaco che può invertire temporaneamente gli effetti di un’overdose da oppioidi, come eroina o fentanyl. In Italia esistono programmi che ne favoriscono la disponibilità anche fuori dagli ospedali. Se è disponibile e sospetti un’overdose da oppioidi, somministralo seguendo le indicazioni previste e quelle dei soccorritori.
Può essere necessario altro intervento sanitario anche quando la persona si riprende: l’effetto del naloxone può terminare prima di quello dell’oppioide. Perciò non si annulla la chiamata all’emergenza e non si va via come alla fine di un film.
Terzo: l’eroe della serata non serve
Certe volte si perde tempo perché qualcuno ha paura di dire ai sanitari cosa è successo. Capisco la paura, ma chi interviene ha bisogno di informazioni corrette per curare una persona. Non una versione ripulita dei fatti. Se non sai cosa sia stato assunto, dillo. Se sai che c’erano farmaci, alcol o sostanze, dillo. La priorità è la salute, non salvare la faccia.
E non ci sono solo le emergenze. Se vedi una persona che sta perdendo il controllo del proprio rapporto con una sostanza, puoi parlarle, ascoltarla senza fare il processo e proporre un supporto professionale. Il SerD e il Telefono Verde Droga esistono proprio per questo.
Una parola sugli amici
A volte pensiamo che stare vicini a qualcuno significhi avere sempre una frase giusta, una soluzione geniale, un discorso da film. Ma quando qualcuno sta male, la cosa più affettuosa può essere una telefonata fatta bene.
Non è spettacolare, non diventi famoso e probabilmente ti perdi il finale della serata. Però l’amico tuo magari la serata successiva la fa. Che, alla fine, è la cosa più importante.
