Il corpo non ha letto il programma della serata
Caldo, folla, MDMA e stimolanti: una guida ironica ma concreta per riconoscere quando la festa sta diventando un’emergenza.
Il corpo umano è un organismo molto sofisticato. Capisce quando hai fame, quando devi dormire e quando sei in pericolo. Purtroppo non possiede un ufficio stampa, quindi spesso comunica queste cose svenendo.
Il problema della serata perfetta è che il corpo non sa di essere alla serata perfetta. Non riconosce l’importanza dell’ingresso a un festival, non segue il DJ e non ha letto il programma. Se fa caldo, ha caldo. Se è stanco, è stanco. Se qualcuno ha assunto una sostanza stimolante, il sistema cardiovascolare può essere sottoposto a uno sforzo maggiore, anche se quella persona è convinta di stare benissimo.
Il termostato non è un’opinione
MDMA e altri stimolanti possono aumentare la temperatura corporea. Ambienti affollati, ballo prolungato e temperature elevate possono peggiorare la situazione. Una conseguenza possibile è l’ipertermia, cioè un aumento pericoloso della temperatura interna. Non è semplicemente «sudare tanto». Può diventare un’emergenza medica.
Il corpo avvisa in molti modi: caldo insopportabile, stordimento, nausea, battito molto accelerato, difficoltà a orientarsi. Altre volte manda avvisi più complicati, come confusione, agitazione estrema o rigidità muscolare. Perché è un sistema sofisticato, appunto. Ma la grafica delle notifiche lascia a desiderare.
L’acqua è importante. Non è un software di riparazione.
Con MDMA esiste un problema curioso e per niente divertente: sia la disidratazione sia un eccesso di acqua possono essere pericolosi. Bere moltissimo per «compensare» non è una soluzione universale. La MDMA può alterare i meccanismi che regolano l’equilibrio dei liquidi, e in alcune circostanze si può sviluppare iponatriemia, una riduzione del sodio nel sangue.
In sintesi: è utile prestare attenzione a caldo e idratazione, ma non bisogna improvvisarsi medici idraulici. Se qualcuno è confuso o non riesce a deglutire normalmente, non forzarlo a bere. E se i sintomi sono gravi si chiama il 112, invece di discutere quale bevanda sia più adatta.
Tre cose poco spettacolari che aiutano davvero
- Interrompere lo sforzo e allontanarsi dal caldo quando compaiono segnali di malessere. Spostarsi in un ambiente più fresco e chiedere aiuto al personale presente può fare la differenza.
- Non minimizzare confusione, svenimenti o convulsioni. Il fatto che una persona abbia pagato il biglietto non obbliga il suo organismo a restare fino all’ultimo pezzo.
- Non aggiungere altre sostanze per «riequilibrare» la situazione. Gli effetti non si cancellano come un errore di battitura.
La parte difficile è accorgersene in tempo
La riduzione del danno non è un elenco di superpoteri: significa riconoscere i rischi prima che diventino tragedie. Soprattutto significa guardare anche chi ti sta vicino. Non per giudicarlo, ma perché una persona confusa può non rendersi conto di aver bisogno di aiuto.
Il concerto potrà anche essere irripetibile. Un’insufficienza multiorgano, invece, è una cosa che possiamo tranquillamente perdere.
